Agosto 2019 - Agosto 2020

Quest’anno la pandemia mi ha avvicinato ulteriormente alla lettura. Nei mesi di lockdown ho scoperto il capolavoro “L’isola di Arturo” di Elsa Morante. Al termine del libro mi son chiesto come abbia potuto far passare tutti questi anni senza leggerlo; un’altra perla della letteratura italiana che scopro forse troppo tardi, eppure in tempo. Enzo Striano un’altra piacevolissima scoperta, assieme ad Alberto Moravia.

Citazioni

“Ma pur piangendo e domandandole perdono, sentivo che era finita e che non l'amavo più; e questi pensiero per me era così amaro che riprendevo a piangere di nuovo, più forte di prima.”
Racconti Romani – Sciupone, Moravia

“Era finita, e, si sa, quando le cose sono finite, non ricominciano: a nessuno piacciono le minestre riscaldate.”
Racconti Romani – Sciupone, Moravia

“Una strada, la gente la percorre in macchina o a piedi e gli sembra una strada come tutte le altre; ma a viverci, come facevo io, senza mai uscirne, dalla mattina alla sera, una strada é un mondo che non si finisce mai di approfondire.”
Racconti Romani, Perdipiede, Moravia

“Uno dei motivi per cui abbiamo un terribile bisogno d'amore, e lo cerchiamo disperatamente, é perché l'amore è l'unica cura per la solitudine, la vergogna e la sofferenza. Ma alcuni sentimenti si nascondono così profondamente nel cuore che solo la solitudine può aiutarti a ritrovarli. Alcune verità sono così dolorose che solo la vergogna può aiutarti a sopportare. E alcune circostanze sono così tristi che solo la tua anima può riuscire a urlare di dolore.“
Shantaram, Gregory David Roberts

“Secondo la concezione che aveva Prabaker del corteggiamento, un giovane non portava fiori o cioccolatini all'amata: le regalava storie del vasto mondo, dove gli uomini lottavano contro i demoni del desiderio e i mostri dell'ingiustizia. Prabaker regalava a Parvati scandali, pettegolezzi, intimi segreti.”
Shantaram, Gregory David Roberts,

“Portiamo oceani dentro di noi, nel nostro sangue e nel nostro sudore. E con le nostre lacrime, piangiamo oceani.”
Shantaram, Gregory David Roberts,

“- Lin, un uomo deve trovarsi una brava donna, e quando la trova deve conquistare il suo amore. Poi deve conquistare il suo rispetto. Poi deve nutrire la sua fiducia. Poi deve continuare così tutta la vita. ... Diventi un vero uomo quando riesci a conquistare l'amore di una donna, a ottenere il suo rispetto, e riesci a fare in modo che si fidi di te. Fino a quel momento non sei un vero uomo.
- prova a dirlo a Didier
- no, amico, non capisci. Per Didier é lo stesso, solo che lui deve trovare un bravo ragazzo. É lo stesso per tutti.  ... Senza una brava donna un uomo come te - o come me - può solo finire nei guai.”
Shantaram, Gregory David Roberts,

"se Gennaro m'ha rivelato il culo mio segreto, Jack m'ha fatto sentire dentro lo spasimo dell'utero"
Scende giù per Toledo, Giuseppe Patroni Griffi,

"Io ti prendo sul serio quando sei Boccadoro. Ma tu non sei sempre Boccadoro. Io non mi auguro altro se non che tu divenga Boccadoro in tutto e per tutto. Tu non sei erudito, tu non sei monaco... per far un erudito e un monaco basta una stoffa meno preziosa della tua. Tu credi che ti giudichi troppo poco erudito, troppo poco logico, o troppo poco pio. No, per me sei troppo poco te stesso."
Narciso e Boccadoro, Hermann Hesse

"Le nature come la tua, dotate di sensi forti e delicati, gli ispirati, i sognatori, i poeti, gli amanti sono quasi sempre superiori a noi uomini di pensiero. La vostra origine é materna. Voi vivete nella pienezza, a voi é data la forza dell'amore e della esperienza viva. Noi spirituali, che pur sembriamo spesso giudicarvi e dirigervi, non viviamo nella pienezza, viviamo nell'aridità. A voi appartiene la ricchezza della vita, a voi il succo dei frutti, a voi il giardino dell'amore, il bel paese dell'arte. La vostra patria é la terra, la nostra è l'idea. Il vostro pericolo é di affogare nel mondo dei sensi, il nostro é di asfissiare nel vuoto. Tu sei un artista, io un pensatore. Tu dormi sul petto della madre, io veglio nel deserto. A me splende il sole, a te la luna e le stelle [...] "
Narciso e Boccadoro, Herman Hesse

Nun trovo ‘n’ora ‘e pace
‘a ‘notte faccio iuorno
‘sempre pe sta ’cca ‘ttuorno
speranno ‘e te parla’!

NE-VISITE-NE-LETTERE-NIENTE
ALMENO-UNA-PAROLA
CHE-TI-COSTA?
L’isola di Arturo, Elsa Morante

C'è qualcosa di riprovevole nel mostrarsi troppo teneri quando si parte, come per farsi rimpiange.
Alexis, Marguerite Yourcenar

Ora si domandava se avessero più valore i libri, studi, versi o l'opera nascosta, umile, serva, d'una donna che distrugge sporcizia, disordine, programma nutrimenti e benessere, assicura che domani si potrà vivere ancora. Questo aveva fatto mamªe: adesso se n'accorgeva, provando rimorsi, pochezza.
Il resto di niente, Enzo Striano

“Napoli è come una vipera: la testa è velenosa, la coda non serve a niente, la parte di mezzo è buona. Si vende dallo speziale come rimedio per le malattie. La testa della vipera, [...] sono i nobili. La coda i lazzari. La parte di mezzo siamo noi: il popolo che lavora, gli operai delle manifatture, gl'impiegati. I medici bravi e buoni come il dottor Cirillo. Me lo ricordo quando veniva a visitare la buonanima della vostra mamma e i poveri dei bassi.” (falegname Don Eduardo)
Il resto di niente, Enzo Striano

-  [...] perché nessuno decide della propria vita. Non sa scegliere. O non può. E però, se scegliessimo, che ne conseguirebbe? Avventure dolorose, angoscia.
-  ne varrebbe sempre la pena. Perché l'angoscia è segno di vita, è indizio che ancora si desidera futuro. E quando s'è sicuri di non averlo che ci si infetta. Voi avete reagito alla malattia misteriosa ammalandovi d'una malattia vera. [...] prendete aria, respirate, riscaldatevi al sole che verrà.
(dialogo tra Eleonora e Cirillo)
Il resto di niente, Enzo Striano

La città nascondeva inclinazione pedagogica. Senza volerti insegnare nulla ti costringeva ad apprendere, fra banalità, segreti pregevoli. I Napoletani li succhiavano col latte, ma ce n'erano per tutti. Bastava stare attenti, riflettere.
Il resto di niente, Enzo Striano

La spesa le piacque, fin da quel primo giorno imbarazzato. I venditori, la gente, non erano sgarbati né protervi, del fatto che fossero signore e forestiere non parevano profittarne. Prezzi e qualità migliori che a Roma, specie per il pesce. Di verdura ce n'era da buttare, perfino ignote, come un'insalatina dal cuore d'oro pallido che si chiamava scarola, un'altra dalle foglie come trinette verdi, dette incappucciate.
Il resto di niente, Enzo Striano

Le attività del vicolo erano tante. Nonostante l'atmosfera di perenne disimpegno, si davano tutti da fare.
Il resto di niente, Enzo Striano

Ma qui non era come a Roma. Non aveva paura. La gente non mostrava aria cattiva; nonostante la povertà dell'esistenza, sembrava soddisfatta di stare al mondo. Le pareva, inoltre, di leggere negli occhi, nei gesti, semplice, superiore sapienza.
Il resto di niente, Enzo Striano

"Così salutano, dunque, i Napoletani. Sorrise. Non era difficile impararlo. Le sarebbe piaciuto ripeterlo a voce alta, per controllare le cadenze: la 's' un po' strisciata di "statte", la 'b' tanto rinforzata di "bbuono" e la lunghissima 'u' contro quella 'o' spalancata che inghiottiva persino la sillaba finale. [...] Pensò anche ch'era cordiale, di gente con buoni sentimenti. Perché è bello augurare a uno d'"essere buono".
Il resto di niente, Enzo Striano

“Nessuna lapide ha mai ricordato la quantità di denaro guadagnata dalla persona che giace qua sotto”.
Tom Peters, citato in Adesso – ripensare vita e lavoro in un mo(n)do diverso, Martin Lindstrom.


Libri letti

La salvezza del bello, Byung-Chul Han

Cronache della famiglia Wapshot, John Cheever

Lettera a Berlino, Ian McEwan

Racconti romani, Alberto Moravia

Shantaram, Gregory Roberts

Febbre, Jonathan Bazzi

Scende giù per Toledo, Giuseppe Patroni Griffi

Narciso e Boccadoro, Herman Hesse

Heap House book 1, Edward Carey

Alexis, Marguerite Yourcenar

L’isola di Arturo, Elsa Morante

La morte di Ivan Il’ic, Lev Tolstoj

Il resto di niente, Enzo Striano

Adesso – ripensare vita e lavoro in un mo(n)do diverso, Martin Lindstrom

Il castello dei destini incrociati, Italo Calvino


Libri da leggere

Gli occhi giovani, Giuseppe Patroni Griffi

Nuovi racconti romani, Alberto Moravia

Ragazzi di vita, Pierpaolo Pasolini

La Storia, Elsa Morante

La Materia del Cosmo, Liu Cixin

Falconer, John Cheever

Foulsham, Edward Carey

L’arte di vivere in difesa, Chad Harbach

La noia, Alberto Moravia

In Sicily, Norman Lewis

Luminal, Isabella Santacroce 

Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar

Lo Scandalo Wapshot, John Cheever

Sonetti romaneschi, Giuseppe Gioacchino Belli

Il sentiero dei nidi di ragno, Calvino

Le città invisibili, Italo Calvino

Lezioni Americane, Italo Calvino

October 2019

Triggered by a post on Prof. Durgin’s website, I spent few hours in recalling the history of RFIDs through a podcast and an article by the BBC. It led me to think and explore about digital twins, a topic I overlooked for too long. It was time for me to get up to date.

The Cold War spy technology which we all use

The first RFID tag was invented during the Cold War and it captured conversations of the US ambassador for 7 years. It was called The Thing at that time and it was “hanging on the wall of his study. […]. The listening device was inside The Thing - and it was ingeniously simple, little more than an antenna attached to a cavity with a silver diaphragm over it, serving as a microphone. There were no batteries or any other source of power.”

A simpler form was actually used during the WWII on planes to distinguish friends from foes and it evolved up“to be applied in several new applications. In 1999, Kevin Ashton, from fast-moving consumer-goods company Procter and Gamble, coined a phrase perfectly calculated to capture the excitement: RFID, he said, could lead to "the internet of things (IOT)".

Smartphones, in the late 2000s, overshadowed the RFID technology and now the IoT devices “are sophisticated and packed with processing power - but are also costly and need a substantial power source.”

RFIDs, instead, are simple, inexpensive, and low powered devices. They are the perfect interface between the physical and the digital world. A useful tool for computers and artificial intelligences to sense the surrounding environments and build their own augmented understanding of the world.  

Can RFIDs contribute in developing Digital Twins? Or are Digital Twins being developed having only in mind the current, complex, oversophisticated digital IoT infrastructure dominated by power hungry Bluetooth sensors and expensive smart phones?

But first, what is a Digital Twin?

Digital Twins Grow Up

"We have reached a point where it's possible to have all the information embedded in a physical object reside within a digital representation," says Michael Grieves, chief scientist for advanced manufacturing at the Florida Institute of Technology and the originator of the concept nearly two decades ago.

Digital twins will further transform business and introduce newer, less-expensive, safer frameworks for constructing, managing, and maintaining things. "Since time immemorial we have had physical things with very sparse representation of them—mostly in paper, blueprints, and spreadsheets. We're now approaching a level of digital capability where we can accurately predict how a physical system will operate."

How can they be used?

What Is Digital Twin Technology - And Why Is It So Important?

Digital twin technology helps companies improve the customer experience by better understanding customer needs, develop enhancements to existing products, operations, and services, and can even help drive the innovation of new business.

For example, GE’s “digital wind farm” opened up new ways to improve productivity. GE uses the digital environment to inform the configuration of each wind turbine prior to construction. Its goal is to generate 20% gains in efficiency by analyzing the data from each turbine that is fed to its virtual equivalent.

RFID, IoT, and Digital Twins can surely contribute, among other, in improving our health and the overall health system. Nonetheless, the real first step that we (I?) need to undertake to stay healthy is, of course, food.

Our Food Is Killing Too Many of Us

Although this article is focused on the American heath crisis and its expensive healthcare system, it provides some good suggestions for the industry and the public for a healthier future.

Health care is expensive, and Americans are sick.

And Americans are sick — much sicker than many realize. […]. Three in four adults are overweight or obese. More Americans are sick, in other words, than are healthy. […] Poor diet is the leading cause of mortality in the United States, causing more than half a million deaths per year.

Some simple, measurable improvements can be made in several health and related areas. For example, Medicare, Medicaid, private insurers and hospitals should include nutrition in any electronic health record; update medical training, licensing and continuing education guidelines to put an emphasis on nutrition; offer patient prescription programs for healthy produce; and, for the sickest patients, cover home-delivered, medically tailored meals. Just the last action, for example, can save a net $9,000 in health care costs per patient per year. […] The private sector can also play a key role. Changes in shareholder criteria (e.g., B-Corps, in which a corporation can balance profit versus purpose with high social and environmental standards) and new investor coalitions should financially reward companies for tackling obesity, diabetes and other diet-related illness.

Settembre 2019

Continuo a chiedermi se e quanto sia etico investire in borsa. Per ora penso sia un buon esercizio per imparare qualcosa di finanza, risparmio ed economia. Negli ultimi mesi ho fatto ben poco, ho perso qualche dollaro con un paio di investimenti, in cui credo ancora, ma credo di aver risparmiato molto di più tenendomi lontano da un investimento che i più consideravano redditizio: Uber.

Non ho investito per un semplice motivo; non ho mai considerato etiche e giuste le scelte aziendali e di management. La storia recente mi sta dando ragione, le azioni al momento sono 11 $ sotto rispetto al prezzo di lancio e un recente articolo del New York Times racconta alcuni retroscena sull'azienda.

How Uber Got Lost

Il carattere del fondatore, Kalanick, era gia’ chiaro: In every game he played, every race he entered, in anything where he was asked to compete against others, he sought nothing less than utter domination.

E la voglia di dominare ha portato ad una serie di scelte aziendali poco intelligenti: The company began leasing to high-risk individuals with poor or nonexistent credit ratings. It worked — sort of. Growth surged as people who were never before eligible for loans suddenly had access to vehicles. Thousands of new drivers came onto the platform, and the managers in charge were given hefty rewards. But it was the ride-hailing equivalent of a subprime mortgage. And just like 2008, the negative consequences came soon after.

Silicon Valley’s Crisis of Conscience

Nel frattempo, gli ingegneri della Silicon Valley si stanno rendendo conto di alcuni errori che hanno portato la gente ad esser schiavi di cose inutili o usate male (Facebook?). Ora vogliono mettere mano al monitoraggio della salute, magari questa volta ci riescono senza far danni? Il New Yorker racconta di una clinica (californiana ovviamente, a Eselen) dove milionari CEO vanno per abbandonare i loro cellular e cercare di riprendere in mano le loro vite.

This isn’t a place,” a staffer told me while rolling a joint on a piece of rough-hewn garden furniture. “It’s a diaspora, a guiding light out of our collective darkness, an arrow pointing us toward the best way to be fully human.”

L’articolo termina nominando un anello intelligente (Bluetooth) che monitora il sonno. Lo proverei per capire quanto sia davvero utile, ma costa ancora troppo. Roba da CEO

He pointed to his smart ring. “This is a pretty simple piece of tech,” he said. “And yet it gives me data on my sleep patterns, heart rate, tells me which days to do yoga and at which times, and now I feel stronger and healthier than ever before in my life.” He brushed a firefly away from his face and gazed out over the ocean. “I think we’re figuring out how to find a balance,” he said. “How to make these tools our friends, not our enemies. I think we’re gonna get back there, man.”

E se per reinventare il modo di lavorare e ritrovare un equilibrio tra vita lavorativa e privata basterebbe guardare all’Italia? Magari come sul cibo, l’Italia ha qualcosa da dire anche sul lavoro?

Utopia, Abandoned

IN THE 1950S, the small town of Ivrea, which is about an hour’s train ride north of Turin, became the site of an unheralded experiment in living and working.

The people who still live in these towns are often descendants of the original company workers that inhabited them, even though the company has long since packed up and left. But Olivetti is unique among these places; for a time, it was likely the most progressive and successful company town anywhere in the world, existing not for the sake of control or convenience but rather representing a new and short-lived kind of corporate idealism, in which business, politics, architecture and the daily life of the company’s employees all informed one another.

Sebbene ne esistano vari di questi progetti e che probabilmente aziende come Google e Apple cercano di applicare metodi simili, l’articolo precisa che:

Today, the infrastructure the company built might sound like the standard “company town,” such as 19th-century Pullman, Ill., built by the Pullman railway company, but Olivetti was in fact different. In America, company towns first arose as a result of low-wage workers lacking both rights and basic amenities like transportation. The more dependent an employee was on the company he worked for, the more control the company had: Complacent workers whose boss is also their landlord don’t strike or ask for sick leave or better health care — or so the logic went. […] But Olivetti is unique among these places; for a time, it was likely the most progressive and successful company town anywhere in the world, existing not for the sake of control or convenience but rather representing a new and short-lived kind of corporate idealism, in which business, politics, architecture and the daily life of the company’s employees all informed one another.

Luglio - Agosto 2019

Luglio - Agosto 2019

In questi mesi di vita a Roma, gli spostamenti in metro per andare e tornare da lavoro mi hanno permesso di leggere tanto. Raccolgo qui alcune delle citazioni che mi hanno colpito, la lista dei libri letti tra agosto 2018 e luglio 2019 e la lista dei libri che intendo leggere per il nuovo anno lavorativo.  

Citazioni

“La timida solitudine che si portava addosso a Nizza, i napoletani gliela hanno tolta non facenfogliene accorgere”
La morte della belleza, Giuseppe Patroni Griffi

“Basta un niente, per il rivelarsi lampante di cose rimaste in sospeso per anni"
La morte della belleza, Giuseppe Patroni Griffi


"Il precipizio verso l'amore era un'invenzione frettolosa per riempire il vuoto delle sue giornate"
La morte della belleza, Giuseppe Patroni Griffi


“Ci ritroviamo tutti, ancora tanti, un'altra volta esposti alla perenne attesa del gioco della vita e della morte. Allora perché non godere, ridere, vivere sguazzando nella bella calda merda in cui ci troviamo, se ce l'abbiamo nel sangue il godere, il ridere, il vivere?”
La morte della belleza, Giuseppe Patroni Griffi


"Napoli prima della guerra era ancora una Napoli ottocentesca, assomiglia a quelle delle canzoni, si fanno ancora le cose che si facevano nella canzoni, il tarallo ammorbidito nell'acqua di mare limpida, le passeggiate notturne in barca, cantando. [...] e si va da Mergellina a Santa Lucia e si torna, su strette barche d'affitto, e non ci sono motori, e [si scambiano] parole scherzose tra barche e barche di napoletani di notte che sono felici di essere napoletani di notte."
La morte della belleza, Giuseppe Patroni Griffi


"Questo é il romanzo d'amore di due giovani, il cui segno distintivo é la bellezza, che si svolge in una città, il cui segno distintivo, era, fino a quaranta anni fa, la bellezza. In questa città, il cui primo bersaglio da colpire, per distruggerla, é stata la bellezza, questi due giovani, per adesso grazie a dio inutili alla società, sono destinati ad amarsi"
La morte della belleza, Giuseppe Patroni Griffi


"Napoli, é una dimensione della tua anima, o non é niente"
Napoli ’44, Norman Lewis 

"I napoletani siribellarono ai tedeschi, la città insorse contro il pugno di ferro, con tutta l'incapacità di far loro del male”
Napoli ’44, Norman Lewis 

“Gli scugnizzi, di Napoli o di Benevento, sono intelligenti, simpatici e soprattutto filosofi - molto più dei bambini cresciuti nelle famiglie normali - e la versione femminile non differiva in nulla da quella maschile”
Napoli ’44, Norman Lewis 

“Un anno tra gli italiani mi ha convertito a una grande ammirazione per la loro umanità e la loro cultura, tanto che, se mi venisse offerta la possibilità di rinascere e di scegliere dove, la mia terra d'elezione sarebbe l'Italia.”
Napoli ’44, Norman Lewis 

"Quanti ragazzi mi presero nelle cabine della spiaggia della Concha, con quella specie di disperazione che ha chi sa che non é che un momento e che conviene approfittarne, prima che arrivi un poliziotto ad arrestarlo. Ma dopo tutto chi di noi non era ancora in un campo di concentramento era un privilegiato e doveva approfittare al massimo della sua libertà. Cercavamo uomini dappertutto; li trovavamo sempre."
Prima che sia note, Reinaldo Arenas 


“La bellezza é sempre stata pericolosa. Martì diceva che colui che brilla di luce propria rimane solo. Io direi piuttosto che colui che persegue la bellezza viene, presto o tardi, distrutto.” 
Prima che sia note, Reinaldo Arenas 


“La differenza tra il sistema comunista e quello capitalista é che, se ti danno un calcio in culo, sotto un sistema comunista devi applaudire, sotto il capitalismo puoi gridare; io sono venuto qui a gridare” 
Prima che sia note, Reinaldo Arenas 


“Con quel suo profilo apollineo, quel suo labbro vermiglio, quel suo nero occhio lucente nel terso pallore del viso, con quella sua dolcissima voce, Jeanlouis fece una profonda impressione su quegli ufficiali francesi. Era la prima volta che essi venivano in Italia, e per la prima volta la bellezza virile appariva loro in tutto lo splendore dell'antico ideale greco. Jeanlouis era un esempio perfetto di quel che la civiltà italiana in lunghi secoli di cultura, di ricchezza, di raffinatezza, di selezione fisica e intellettuale, di indifferenza morale e di libertà aristocratica, abbia prodotto in fatto di bellezza virile.”
La pelle, Curzio Malaparte


“Jack era umiliato e sbigottito di fronte a quell'orrendo sconvolgimento della natura. E come lui, tutti quei soldati americani, poc'anzi tanto sicuri di sé medesimi e sprezzanti, orgogliosi della loro qualità d'uomini liberi, che ora fuggivano qua e là tra la folla, aprendosi il passo a furia di pugni e di gomiti, e rivelano il disordine dell'animo nel disordine dell'uniforme e degli atti; e quali correvano muti con la faccia stravolta, quali coprendosi gli occhi con le mani e gemendo, quali in bande rissose, quali solitarii, e tutti guatandosi intorno come cani inseguiti”
La pelle, Curzio Malaparte

“Ritornare dopo molto tempo fa impazzire, perché a chi si é lasciato alle spalle dà fastidio che tu sia cambiato, ti trattano come hanno sempre fatto, ti accusano di essere indifferente, mentre tu sei semplicemente differente.“
Non ci sono solo arance, Jeanette Winterson

Libri letti

1Q84, Haruki Murakami. (Libri 1, 2 e 3)

Un indovino mi disse, Tiziano Terzani 

21 lessons for the 21st century, Yuval Noah Harari 

Il problema dei tre corpi, Liu Cixin

La pista di sabbia, Andrea Camilleri

Napoli 44, Norman Lewis 

La pelle, Curzio Malaparte 

La morte della bellezza, Giuseppe Patroni Griffi 

Prima che sia notte, Reinaldo Arenas

Non ci sono solo le arance, Jeanette Winterson

Espiazione, Ian McEwan 

Libri da leggere

L'isola di Arturo, Elsa Morante

Gli occhi giovani, Giuseppe Patroni Griffi

Shantaram, Gregory Roberts

La Materia del Cosmo, Liu Cixin

Lettera a Berlino, Ian McEwan

Narciso e Boccadoro, Herman Hesse

Cronache della famiglia Wapshot, John Cheever

Racconti romani, Alberto Moravia

In Sicily, Norman Lewis

La morte di Ivan Ilyich, Lev Tolstoj

Heap House, Libro 1, Edward Carey

Il resto di niente, Enzo Striano                 

Luminal, Isabella Santacroce 

Giugno 2019

Dedico questa rassegna al mese del Pride.

Gia’ ai tempi dell’universita’ (piu’ di 10 anni fa ormai), fui affascinato dalla figura di Alan Turing. Scienziato che ormai conosciamo tutti. A quel tempo iniziai a leggere la sua biografia e scrissi un breve post [2]. Lo riporto di seguito, ma prima, un link al recente articolo del New York Times dedicato a lui [1].

[1] Overlooked No More: Alan Turing, Condemned Code Breaker and Computer Visionary

[2] Alan Turing

Nel corso di questi anni universitari mi è spesso capitato di imbattermi in un nome. Un nome ricorrente in più ambiti dei miei studi. Un nome dagli altri ignorato per anni, un nome che tutti dovremmo conoscere, ma che di fatto nessuno, o pochi, hanno sentito nominare nel corso della loro vita.

Alan Turing; matematico e logico inglese i cui contributi pratici e teorici hanno dato una grande scossa a tutto il secolo appena trascorso, è stato tra i primi a teorizzare l’esistenza di una macchina universale e perfetta (col tempo divenuta nota come Macchina di Turing) capace di risolvere problemi ed eseguire qualsiasi tipo di operazione; in che modo? Tramite inserimento al suo interno di una mappa, una tavola di regole (una per ciascuna operazione) che l’avrebbero guidata.

Turing è stato il primo ad introdurre il concetto di Hardware (la Macchina di Turing appunto) e Software (la tavola delle regole) e dunque a definire quel sottile e tuttora sfuggente concetto di Sistema Operativo: agglomerato complesso di un codice che permette ad un qualsiasi utente di avere il controllo del proprio computer.

L’operato di Turing non si è limitato a sole speculazioni logico-matematiche comprensibili a pochi; è stato la mente che ha permesso agli Alleati di vincere la Seconda Guerra Mondiale decifrando le istruzioni strategiche che i Tedeschi segretamente si scambiavano usando una micidiale arma per l’occultamento dell’informazione: Enigma.

Alan è stato Matematico, Spia dei servizi segreti inglesi ed Omosessuale, vale a dire membro di tre “società segrete” (all’epoca l’omosessualità era punita dalla legge ed andava quindi praticata in segreto) e per questo ha sempre cercato di esporsi il meno possibile.

Non ha mai raggiunto quella fama che ha caratterizzato scienziati illustri come Cartesio, Gauss o Nash, ha preferito vivere all’ombra degli altri, ha sofferto per la sua condizione di omosessuale venendo sottoposto a cure umilianti mirate a farlo guarire da quella che era considerata una malattia, cure ormonali gli modificarono la voce, lo resero impotente e gli inibirono la crescita della barba favorendo lo sviluppo dei seni.

Alan Turing è morto all’età di quarantadue anni: si è suicidato mordendo una mela da lui stesso avvelenata col cianuro. Ha trascorso una vita intensa e movimentata ma non ha mai potuto condividere le gioie dei suoi amori con gli altri membri dei servizi segreti o i suoi successi militari con i suoi amici e colleghi accademici; ha vissuto nel silenzio, non si è mai potuto vantare con nessuno di aver stravolto le sorti del mondo durante il conflitto mondiale ed ha vissuto ai margini della società alimentando quel luogo comune del matematico eccentrico ed impacciato che pulisce il gesso della lavagna con un lembo della camicia.

[3] Cruising in the Age of Consent

Qualche settimana fa ho letto Prima che sia note, memorie di un poeta e scrittore Cubano (Reinaldo Arenas) vissuto ai tempi del regime castrista. Il libro racconta in modo crudo ed esplicito molti aspetti della vita gay cubana. A quei tempi non esistevano le chat e gli incontri avvenivano per caso, in spiaggia, sui mezzi pubblici, per strada. Quella cultura e’ ormai andata quasi del tutto persa. O forse no?

Negli USA esiste una citta’, Province Town, dove poco e’ cambiato rispetto a quegli anni e dove quelle vecchie usanze sono ormai cosi’ cool, che persino gli etero fanno a visitare la citta’. Ovviamente ora i costi degli alloggi e’ salito alle stelle. Ma, credetemi, vale la pena andarci. Quello che vedreste vi riscaldera’ il cuore.

In Provincetown, Massachusetts, where I’ve spent portions of the past few summers, I’ve found it impossible to avoid comparisons. Long a queer haven, the Cape Cod artist colony grew into an internationally renowned LGBTQ party spot during the same era when Brown made her New York–bathhouse visit. Now day-trippers of all sorts (heterosexuals, too) pop in, and the particular flavor of queer varies from week to week: lesbians for Memorial Day and the “Girl Splash” event, ab-flaunting men around Independence Day, scruffier types for July’s “Bear Week.” What’s constant is that an otherwise ironclad rule of life gets flipped to glorious effect. Instead of figuring that everyone is straight, you can figure that everyone isn’t.

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