Marzo 2019

Questo mese diversifico un po’ le fonti e, a proposito di diversificazione, avrei voluto esplorare un po’ il mondo della finanza e degli investimenti. Per giungere poi alla conclusione che una vita più tranquilla, meno frenetica e, forse rurale, non sarebbe affatto male.

[1] Apple is no longer a by-word for innovation – just ask the markets

Partendo dalla solite aziende al centro dell’attenzione (Apple e Amazon), sembra che Apple non sia più  una growth stock e che invece lo sia Domino’s. A parte questo, ho trovato l’articolo interessante perché’ ho, forse, finalmente capito il significato del P/E: “Today, out of Apple and Domino’s Pizza, the one with greater growth opportunities is actually Domino’s, according to the market. In fact, Apple should now be considered a blue chip, a stock with unclear growth opportunities, as it is currently trading at a PE ratio of around 15. Domino’s, by contrast, is trading at a price-to-earnings ratio of around 30”

[2] StoreKing lures Amazon by connecting the dots of rural India

StoreKing è riuscito a fare ciò che Amazon non è riuscito a fare in India (sia per ostacoli culturali che legislativi). StoreKing ha messo su un servizio capillare che collega negozi locali con la distribuzione centrale, riuscendo a incrementare sensibilmente le vendite: “StoreKing is able to connect more Indians with the sea of e-commerce shopping options”.

[3] How to Invest in 5G Stocks

Con l’arrivo del 5G (arriverà davvero), ho iniziato a pensare se ci sono aziende su cui investire per fare qualche soldo. Io pensavo ad Analog Devices (ADI), ma in questo articolo ADI non compare affatto e ne compaiono molte altre interessati. In alternativa alle singole azioni, vengono suggeriti due ETF: Global X Internet of Things ETF (NASDAQ: SNSR) e Pacer Benchmark Data and Infrastructure Real Estate ETF

[4] The Good-Enough Life

Mi convinco sempre di più, che la vera forza e bellezze delle persone sta nell’essere “good enough”. Affannarsi per raggiungere obiettivi impossibili forse e’ solo inutile e non ci permette di goderci dei bei piaceri della vita a cui i filosofi greci e la cultura italiana ci hanno educato in passato.

Being good enough is not easy. It takes a tremendous amount of work to smile purely while waiting, exhausted, in a grocery line. Or to be good enough to loved ones to both support them and allow them to experience frustration. And it remains to be seen if we as a society can establish a good-enough relation to one another, where individuals and nations do not strive for their unique greatness, but rather work together to create the conditions of decency necessary for all.

Achieving this will also require us to develop a good enough relation to our natural world, one in which we recognize both the abundance and the limitations of the planet we share with infinite other life forms, each seeking its own path toward good-enoughness. If we do manage any of these things, it will not be because we have achieved greatness, but because we have recognized that none of them are achievable until greatness itself is forgotten.

[5] Go Home to Your ‘Dying’ Hometown

Concludo con questo articolo. Sia dopo aver vissuto a Lussemburgo (e Berlino) che al ritorno negli Stati Uniti, ho pensato che sarebbe bello (ed economicamente anche possibile) tornare a vivere ad Irsina (o Matera). Internet ci permette di portare avanti un (certo tipo di) lavoro da qualsiasi parte del mondo e in questi posti remoti c’è così tanto lavoro da fare che possono nascere idee interessanti: “In a 2009 commencement address at Northern Kentucky University, Mr. Berry encouraged students to consider whether they might be better and more responsible citizens if they embraced the concept of homecoming rather than the desire for upward mobility, which lures them to places to which they have little connection, to participate in a destructive and extractive economy.”

Continuo ad esserne convinto, ma temo che questa vita non faccia per me.