Giugno 2019

Dedico questa rassegna al mese del Pride.

Gia’ ai tempi dell’universita’ (piu’ di 10 anni fa ormai), fui affascinato dalla figura di Alan Turing. Scienziato che ormai conosciamo tutti. A quel tempo iniziai a leggere la sua biografia e scrissi un breve post [2]. Lo riporto di seguito, ma prima, un link al recente articolo del New York Times dedicato a lui [1].

[1] Overlooked No More: Alan Turing, Condemned Code Breaker and Computer Visionary

[2] Alan Turing

Nel corso di questi anni universitari mi è spesso capitato di imbattermi in un nome. Un nome ricorrente in più ambiti dei miei studi. Un nome dagli altri ignorato per anni, un nome che tutti dovremmo conoscere, ma che di fatto nessuno, o pochi, hanno sentito nominare nel corso della loro vita.

Alan Turing; matematico e logico inglese i cui contributi pratici e teorici hanno dato una grande scossa a tutto il secolo appena trascorso, è stato tra i primi a teorizzare l’esistenza di una macchina universale e perfetta (col tempo divenuta nota come Macchina di Turing) capace di risolvere problemi ed eseguire qualsiasi tipo di operazione; in che modo? Tramite inserimento al suo interno di una mappa, una tavola di regole (una per ciascuna operazione) che l’avrebbero guidata.

Turing è stato il primo ad introdurre il concetto di Hardware (la Macchina di Turing appunto) e Software (la tavola delle regole) e dunque a definire quel sottile e tuttora sfuggente concetto di Sistema Operativo: agglomerato complesso di un codice che permette ad un qualsiasi utente di avere il controllo del proprio computer.

L’operato di Turing non si è limitato a sole speculazioni logico-matematiche comprensibili a pochi; è stato la mente che ha permesso agli Alleati di vincere la Seconda Guerra Mondiale decifrando le istruzioni strategiche che i Tedeschi segretamente si scambiavano usando una micidiale arma per l’occultamento dell’informazione: Enigma.

Alan è stato Matematico, Spia dei servizi segreti inglesi ed Omosessuale, vale a dire membro di tre “società segrete” (all’epoca l’omosessualità era punita dalla legge ed andava quindi praticata in segreto) e per questo ha sempre cercato di esporsi il meno possibile.

Non ha mai raggiunto quella fama che ha caratterizzato scienziati illustri come Cartesio, Gauss o Nash, ha preferito vivere all’ombra degli altri, ha sofferto per la sua condizione di omosessuale venendo sottoposto a cure umilianti mirate a farlo guarire da quella che era considerata una malattia, cure ormonali gli modificarono la voce, lo resero impotente e gli inibirono la crescita della barba favorendo lo sviluppo dei seni.

Alan Turing è morto all’età di quarantadue anni: si è suicidato mordendo una mela da lui stesso avvelenata col cianuro. Ha trascorso una vita intensa e movimentata ma non ha mai potuto condividere le gioie dei suoi amori con gli altri membri dei servizi segreti o i suoi successi militari con i suoi amici e colleghi accademici; ha vissuto nel silenzio, non si è mai potuto vantare con nessuno di aver stravolto le sorti del mondo durante il conflitto mondiale ed ha vissuto ai margini della società alimentando quel luogo comune del matematico eccentrico ed impacciato che pulisce il gesso della lavagna con un lembo della camicia.

[3] Cruising in the Age of Consent

Qualche settimana fa ho letto Prima che sia note, memorie di un poeta e scrittore Cubano (Reinaldo Arenas) vissuto ai tempi del regime castrista. Il libro racconta in modo crudo ed esplicito molti aspetti della vita gay cubana. A quei tempi non esistevano le chat e gli incontri avvenivano per caso, in spiaggia, sui mezzi pubblici, per strada. Quella cultura e’ ormai andata quasi del tutto persa. O forse no?

Negli USA esiste una citta’, Province Town, dove poco e’ cambiato rispetto a quegli anni e dove quelle vecchie usanze sono ormai cosi’ cool, che persino gli etero fanno a visitare la citta’. Ovviamente ora i costi degli alloggi e’ salito alle stelle. Ma, credetemi, vale la pena andarci. Quello che vedreste vi riscaldera’ il cuore.

In Provincetown, Massachusetts, where I’ve spent portions of the past few summers, I’ve found it impossible to avoid comparisons. Long a queer haven, the Cape Cod artist colony grew into an internationally renowned LGBTQ party spot during the same era when Brown made her New York–bathhouse visit. Now day-trippers of all sorts (heterosexuals, too) pop in, and the particular flavor of queer varies from week to week: lesbians for Memorial Day and the “Girl Splash” event, ab-flaunting men around Independence Day, scruffier types for July’s “Bear Week.” What’s constant is that an otherwise ironclad rule of life gets flipped to glorious effect. Instead of figuring that everyone is straight, you can figure that everyone isn’t.